La caccia al Gallo Cedrone è una delle cacce più emozionanti e suggestive da vivere in Bulgaria.

La caccia al gallo cedrone, se praticata al canto, è una delle cacce più entusiasmanti per un cacciatore. Quest’ultimo infatti, dovrà fermarsi ogni volta che l’urogallo interrompe il suo canto misterioso e vecchio come il mondo.

Il re del bosco dei Monti Rodopi è il più grosso dei tetraonidi europei e il suo peso può arrivare fino a 5 chili. Di colore grigio con riflessi verdi, è caratterizzato dalla macchia bianca sull’ala e caruncole rosso vivo.

Vive tendenzialmente in alta montagna, nella fascia che ospita larici, mirtilli e rododendri.

Come si svolge la caccia al gallo cedrone?

Mentre in paesi come la Lapponia, Scozia e in alcune aree di Russia e Bielorussia il gallo cedrone viene principalmente cacciato con il cane da ferma, dove vive a quote inferiori, l’esperienza venatoria più emozionante alla ricerca di questo tetraonide è sicuramente la caccia al canto.

Questa caccia, non consentita in Italia e ora chiusa anche in Romania, ha luogo in Bulgaria nei Monti Rodopi, tra fine aprile e fine maggio: l’animale viene insidiato nelle arene di canto quando si esibisce con il suo caratteristico verso per attirare le femmine.

Armi, munizioni e abbigliamento consigliato.

Giunti a distanza di tiro, fra i 20 e i 40/50 mt, si può sparare utilizzando carabine di piccolo calibro (222r, 223r e tutti i 5mm leciti) con palle fmj da 50/55 grani in modo da non rovinare la spoglia. Chi opta per il calibro 12 deve, ovviamente avvicinarsi fino a una ventina di metri utilizzando cartucce dal 4 ai 000 a seconda delle nazioni in cui si caccia.

L’abbigliamento deve essere quello per la caccia alpina, possibilmente poco rumoroso e di colori vicini a quelli dell’ambiente. L’utilizzo di scarponi è raccomandato anche per l’asperità del terreno tipico del sottobosco alpino (rododendro, mirtilli e aghi di larice).

Luca ha avuto modo di vivere questa avventura magica sulle tracce del canto misterioso dell’urogallo.

Se anche tu vuoi vivere quest’esperienza con l’aiuto dell’immaginazione, leggi il suo racconto!

Caccia al gallo cedrone in Bulgaria: l’esperienza di Luca.

“Sveglia alle tre e mezza, usciamo dall’imponente casa di caccia in legno e muratura e una fastidiosa pioggerellina comincia a scendere. Dentro di me penso che i galli non canteranno poiché anche loro, come noi, odiano il cielo troppo nuvoloso e la pioggia fredda.

Dopo un breve tragitto in fuoristrada ci ritroviamo nei pressi dell’arena di canto tra larici e abeti. Il cielo è ancora nuvoloso ma ha smesso di piovere e ci appoggiamo in un tronco in attesa del gallo cedrone. Un fragoroso battito d’ali alla nostra sinistra annuncia che una delle possibili prede si è messa in pianta e ha cominciato l’avvicinamento all’arena.  

Neshko, il guardiacaccia, indica la cima di un larice: lui, il gallo che viene dalla preistoria, è là, strappa qualche gemma di larice e la ingoia prima di dedicarsi al canto.

Neshko mi invita a sparare, ma un ramo si frappone fra me e l’urogallo, di cui scorgo solo coda e collo. Cerco di spiegarlo come posso a Neshko che mi trascina, abbandonando ogni prudenza, presso un tronco alla nostra destra. Alzo la mia bolt action sintetica in 223 Remington, corta e leggera, adatta al bosco. Un leggero fremito dell’animale mi fa trasalire, ma non perdo la concentrazione: il guerriero di Tracia incassa il colpo e precipita lungo il larice sul letto di mirtilli che, quale ultima dimora, lo accoglie.

È caduto composto e il rametto di larice nel becco, come ultimo viatico, completa la scena, mentre l’alba, casa del cacciatore tra le cui pareti abbiamo vissuto l’ennesima avventura, lascia posto alla luce livida del giorno, quando già, lontane, si profilano nubi scure.”

E tu, desideri respirare il profumo di larice dei Rodopi e sentire il canto d’amore del gigante tetraonide?

Se l’esperienza di Luca ti ha incuriosito e non vuoi aspettare oltre, richiedi subito un programma contattandoci QUI.